Oggi 27 Gennaio 2012 è stato finalmente approvato lo Statuto dei diritti e dei doveri delle Studentesse e degli Studenti Universitari in Consiglio degli Studenti del Politecnico di Bari.
Dopo una lunga battaglia portata avanti dal nostro sindacato, siamo finalmente riusciti a far giungere la bozza di Statuto in Consiglio degli Studenti, all’attenzione di tutti i rappresentanti. A seguito delle modifiche apportate dai Consiglieri presenti alla seduta, lo Statuto è stato finalmente approvato. Il frutto di un lavoro lungo più di un anno si è finalmente concretizzato! Ringraziamo tutta la componente studentesca e tutti coloro che che ci hanno aiutato a partorire questo Statuto e renderlo uno strumento fruibile nella difesa dei diritti degli studenti universitari, da sempre nostro fine primario.
E’ una grande vittoria per tutta la componente studentesca che finalmente potrà avere nero su bianco un documento da poter presentare e portare avanti negli organi e rivendicare lo status di studente universitario e i diritti inalienabili che ne derivano.
-Trasporti più comodi ed economici, in treno voglio viaggiare seduto
-Costi troppo alti per le ferrovie
-Costi troppo alti sia per i treni che per il trasporto pubblico Amtab, l’abbonamento è aumentato da 6€ a 12€
-Trasporti troppo costosi
-Percorsi dei trasporti mal gestiti
-Più trasporti
-Trasporti più veloci ed economici-
-Bisogna cambiare tutto
TASSE
-Più chiarezza su redditi e pagamenti
-Che mazzata ste tasse, aiutiamo i fuorisede e i fuoricorsp economicamente più svantaggiati
-Troppo alte
-Borse di studio più alte
-Basse per chi non può e più borse e studi all’estero
-Maggiori controlli sui redditi
-Azzerare le tasse
-Niente aumenti per i fuoricorso perchè sono troppo alte rispetto ai servizi
-Tasse amare in situazione avare
-Meno ladri in amministrazione
-Borse di studio
-Tasse non all’altezza dei servizi
-Le tasse non incentivano l’istruzione
-Borse di studio
-Troppo alte
-Migliore gestione delle tasse, delle modalità di iscrizione e dei pagamenti
-Tasse equivalenti ai servizi
-Le tasse sono troppo alte
-Bisogna cambiare tutto
-Più posti per le borse di studio
-Nessun aumento per i fuoricorso, bisogna capire anche perchè uno lo è…
SERVIZI
-Aule studio, biblioteca più grande, miglioramento sito poliba e migliorare l’organizzazione
-Dare spazio alle idee, offrire più spunti per possibili impieghi lavorativi organizzando convegni pluri disciplinari e più informazione riguardo l’ingegneria sostenibile
-Solo “odore” di detersivo e puzza di pulito
-Più biblioteche, migliori orari delle lezioni e migliore gestione del sito
-Aule studio confortevoli dotate di pc e riscaldamento
-Luoghi per studiare
-Prolungare orari uffici
-Aule studio!
-Personale più giovane e competente
-Troppe aule con sedie rotte e difficoltà nel seguire
-Luoghi per studiare, più attrezzature, bagni decenti
-Computer disponibili per gli studenti
-Para un mejor servicio erasmus
-Rivogliamo la nostra Mostra Progetti
-Aumentare ore della segreteria
-Bagni puliti
-Luoghi dove poter studiare liberamente
-Il sito web del Politecnico fa schifo
-Biblioteche sempre aperte
-Servizi scadenti
-Copisteria inerna
-Bagni puliti (anche attraverso campagne di sensibilizzazione) e se ne costruite di nuovi (vedi bagni 2° piano) utilizzate meglio le risorse a disposizione invece di montare rubinetti a sensore che si otturano con il calcare e versano centinaia di litri d’acqua al giorno impoverendo ulteriormente le già esigue risorse finanziarie del Politecnico!
-Campagna di sensibilizzazione sugli sprechi d’H2O ed energetici mediante sticks da attaccare vicino i rubinetti,prese, ecc…
-Cambiare le modalità di iscrizione. Che senso ha iscriversi on-line per poi fare ore di coda per consegnare il cartaceo?
-Una segreteria funzionante
-Plotter universitario con agevolazioni tariffarie
-Più posti nelle aule studio
-Più aule studio e più flessibilità del centro stampa, è caro e poco disponibile
-Segreteria più disponibile e funzionante, convenzioni culturali con cinema, teatri e concerti e più aule studio
-Aule studio più grandi
-Bisogna cambiare tutto
DIDATTICA
-Professori che non facciano perdere tempo inutile a laureandi fuoricorso
-Interfaccia pratica con aziende
-Appelli ogni mese… date le spese…
-Dovrebbero spiegare tutti con slide
-Incrementare le ore di pratica e laboratori e maggiore contatto con le aziende
-E’ fondamentale inserire un corso di CAD che puntualmente dobbiamo imparare da soli
-Materie che servono realmente e si capiscono
-Orari più decenti
-I corsi fondamentali come tecnica delle costruzioni non sono fatti in maniera idonea
-Maggiore pratica, orari decenti, aule decenti e migliore interazione professori-studenti
-Prof che durante l’esame si attengono a quello spiegato a lezione
-Lezioni interattive e maggiore pratica
-Evitare aule strapiene
-Aule più comode
-Dispense online
-Un’ora in più per l’appello di scienza delle costruzioni
-Più appelli
-Orari più decenti
-Bisogna cambiare tutto
-Didattica lontana dagli studenti
-Più revisioni digitali evitando di spendere troppi soldi in stampe
-Un’esame al mese per ogni materia e migliore organizzazione delle lezioni
-Orari decenti e migliori dispense
-Più flessibilità durante gli esami
-Servirebbe un portale internet dove ogni professore DEVE informare gli studenti in tempo utile
-Correzione certa degli appelli e pubblicazione dei risultati in tempo utile per l’appello successivo
-Corsi di recupero per gli studenti in difficoltà (magari tenuti da altri studenti volenterosi)
-Più appelli e meno professori incompetenti che non sanno spiegare niente
-Manca un servizio di tutoraggio per sostenere gli studenti in difficoltà quando riscontrano problemi nella comprensione dei contenuti
Commentate scrivendo qual è la vostra ciliegina sulla torta
“Ciliegie? Cosa sono tutte quelle ciliegie che giravano per il Politecnico? A Febbraio poi, ma cosa avevano in mente questi pazzi? Ma le hanno messe dappertutto! Ma ci vuole anche pazienza…”
E poi un finalmente un appagante “complimenti per l’idea!”. Ma facciamo un passo indietro.
Febbraio, e su tutti i muri del Politecnico, sui pilastri, vicino alle macchinette, al primo e al secondo piano, spuntano senza alberi e senza fiori delle ciliegie che irrompono con forza nella routine a tratti alienante della vita all’interno del nostro Ateneo. Senza nessuna sigla, l’unica cosa che ci si può chiedere è “ma chi sono? cosa significa?”. Domande del tutto legittime. Domande che volevamo che gli studenti si ponessero. Non è stato un evento singolo di una sola giornata, ma ogni settimana, per un mese, spuntavano queste ciliegie. E non senza sacrifici, dato che , inspiegabilmente, qualcuno si divertiva a toglierle con la stessa meticolosità e dedizione che noi usavamo per attaccarle.
Febbraio scivola via attaccando ciliegiesuciliegie, e così anche Marzo, ma un giorno spuntano dei manifesti con un luogo, una data e un’ora: “16 marzo, ore 11:00, atrio coperto”. Finalmente si potrà avere una risposta a questa frenetica corsa alle ciliegie, e finalmente una frase ci aiuta “ci sta tut(t)o; qual è la tua ciliegina sulla torta?“. E allora presentiamoci a questo appuntamento! E infatti, alle 11 nell’atrio, ci sono 4 grandi ciliegie vuote, di quattro colori diversi e sulla foglia ci sono scritte 4 macro aree (mobilità, didattica, tasse, servizi) ma le ciliegie sono vuote. Avvicinandoci al banchetto ecco che, dopo aver ritirato gratuitamente la controagenda, viene risolto l’arcano.
Immaginare il politecnico come una torta, succulenta e pronta per essere mangiata piena di panna che aspetta solo noi. E qualcos’altro. Perché questa torta non ha ciliegie. Allora è il caso di rispondere alla domanda dei manifesti: qual è la mia ciliegina sulla torta? Cosa vorrei sulla torta-Politecnico affinché sia, quanto meno, appagante e semplice la mia vita qui dentro? Ecco tutte le risposte che cercavo! Allora, le risposte devo darle io. Sono io che devo rispondere, io devo riempire le ciliegie, le mie proposte sono le ciliegie, diventando protagonista del Mio Ateneo.“ma dove andranno a finire queste mie risposte?” Finiranno nello STATUTO DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI che LINK BARI ha già fatto approvare all’ Università e che vogliamo riproporre al Politecnico, ovviamente plasmandolo alle esigenze del nostro Ateneo, alle persone che lo vivono.
Vogliamo vedere le nostre ciliegie diventare realtà, vogliamo che il Politecnico riconosca il nostro essere parte integrante, fondamentale ed essenziale dell’ Università stessa, senza la quale non esisterebbe essa stessa. Vogliamo che diventi luogo di formazione vivo e vogliamo che le nostre ciliegie siano quelle che coronino la nostra torta. Vogliamo che le ciliegie ci siano non solo a maggio, vogliamo la nostra voce sentita tutto l’anno, vogliamo i nostri diritti approvati tutto l’anno. Per tutto l’anno. Per tutti gli anni. Tutti per quante sono tutte le ciliegie che vogliamo.
I diritti sono il fondamento di ogni forma di convivenza civile e l’Università come luogo di formazione d’eccellenza, ha il ruolo di formare non solo l’istruzione delle persone, ma anche nella coscienza. I diritti degli studenti sono sempre stati la nostra missione come sindacato studentesco, ma per la loro difesa nasce l’esigenza di una normativa che chiarisca bene quali sono gli abusi che non possiamo subire e quali sono le nostre armi per non permettere che soprusi, che troppo spesso accadono nella vita universitaria rimanendo impuniti. Per questo Link Bari lotta da sempre per l’approvazione di uno Statuto dei Diritti degli Studenti e delle Studentesse che ci aiuti nella difesa di questi. Sarebbe un esempio di correttezza e garanzia che ogni ateneo che si rispetti debba avere e debba far rispettare.
Dopo una lunga battaglia abbiamo ottenuto l’approvazione dello statuto all’Università degli Studi di Bari, e ora continuiamo su questa strada per ottenere la stessa vittoria anche al Politecnico.
Per ottenere ciò, crediamo che oltre alla rivendicazione che stiamo portando negli organi, sia fondamentale la partecipazione studentesca, sia nell’elaborazione, sia nella presa di coscienza dell’importanza che questo Statuto ricopre. Per questo motivo abbiamo deciso di allargare la partecipazione e il confronto su questo tema a chiunque voglia migliorare la propria condizione, a chiunque abbia a cuore la vita degli studenti e il rispetto e i diritti di una componente dell’Università che purtroppo non ha sempre i mezzi per farsi ascoltare, e che rischia di essere sopraffatta, anche nelle elementari prerogative che le spettano.
Come gli studenti degli atenei baresi ben sanno, uno dei peggiori disservizi che attanaglia lo studente medio è quello dei trasporti pubblici. Al Politecnico di Bari gli studenti non solo devono affrontare orari impensabili e corsi disorganizzati, ma si pongono come principale quesito “Come arrivare in Facoltà?” e sopratutto “Come andarsene?”. E’ così impensabile avere dei mezzi di trasporto che permettano agli studenti del Campus di spostarsi senza l’utilizzo di un auto propria? Senza tener conto del fatto che anche gli stessi motorizzati non hanno ne luoghi ne sicurezza tali da poter parcheggiare il proprio mezzo. Nonostante sia un diritto di ciascuno poter raggiungere le proprie abitazione, e si parla non solo di fuori sede ma anche di stessi cittadini baresi, anche il solo raggiungimento della stazione di Bari risulta impossibile dopo le ore 21. Ciò implica difficoltà di comunicazione non solo per gli studenti del Campus, ma anche un problema rilevante per i numerosi studenti fuori sede residenti nei pressi del Campus o nello stesso collegio ad esso adiacente. Ancora più scandalosa è l’assenza di un mezzo capace di far comunicare le due sedi dello stesso Politecnico (Dimeg a Japigia). Spostarsi da una sede all’altra risulta estremamente difficoltoso in quanto il Dimeg può essere raggiunto solo a piedi. Nonostante per noi sia ora impossibile risolvere i grossi deficit a cui siamo soggetti tutti noi studenti, stiamo attivandoci per risolvere poco alla volta questo problema.
Questa proposta di rimodulazione della tassazione del Politecnico di Bari tasse non è frutto del lavoro di un’associazione studentesca ma l’espressione del duro, costante e scrupoloso lavoro di una grande e partecipatissima stagione di analisi, nonché del volere di una intera popolazione studentesca. E’ di essa, dei suoi bisogni, delle sue speranze, delle sue idee, dei suoi valori che noi ci facciamo portavoce. E’ una proposta frutto di un gruppo di lavoro, nato a prescindere da simboli e sigle studentesche, che come noi è spaventato per il buco di bilancio che il Politecnico di Bari ha. Nonostante sia consapevole che esso è dovuto, per la stragrande maggioranza, ai tagli, vili e sconsiderati, disposti da un governo che tutti noi abbiamo duramente contestato. Crediamo che queste misure finiscano per colpire le persone più deboli.
In un’ Università dove i luoghi dedicati allo studio scarseggiano, i laboratori e le esperienze di formazione non sono propriamente quelle che uno si aspetterebbe da un Politecnico, dove il Diritto allo Studio e le borse di studio sono sempre più elitarie e dove lavorare a nero per pagarsi gli studi è sempre più necessario, non si può approvare una proposta tasse che prevede un 50% di surplus, se non il raddoppio, sulla contribuzione per i fuoricorso per tutte le fasce di reddito. Riteniamo inaccettabile il fatto che queste misure colpiscano indistintamente la categoria degli studenti, a maggior ragione quando, tra le altre cose, si disconosce la condizione di studente lavoratore e la si ingloba in quella di studente part-time.
Il lavoro del gruppo che si è occupato della proposta tasse,continuato durante l’occupazione della Ia Facoltà di Ingegneria ha elaborato una proposta tasse, tramite una seria, completa e mirata raccolta di dati ed un lavoro di gruppo ferreo e continuativo.
L’Università è un luogo di crescita, di confronto e di maturazione e riteniamo che oggi sia un ottima occasione per dimostrare alla classe politica attuale, sorda alle reali esigenze della popolazione, e disinteressata al dialogo con la stessa, che un’altra società, un’altra civiltà, un’altra politica sono possibili.
Una riforma della tassazione, dunque, che parte dal basso, che abbiamo l’occasione di rendere d’esempio per tutti noi. Per dimostrare all’intero Paese che la politica non è uno sporco ed elitario affare di palazzo ma il modo giusto di vivere ogni giorno la realtà che ci circonda.
Qual è il vosto modo di intendere l’Università? Per noi, questo particolare periodo, non può e non deve ridursi ad una mera e sfrenata corsa verso il prossimo esame, quanto più deve rappresentare un percorso di formazione e crescita personale dell’individuo. L’ateneo nel quale si passano intere giornate, non può non e non deve essere solo il luogo in cui assorbire nozioni come spugne, quanto più un luogo di aggregazione e confronto tra persone diversissime tra loro. Ma come è possibile avere una simile visione dell’Università se, di fatto, tutto ciò che ci circonda rema in direzione contraria a quella che può essere la concretizzazione di quest’idea? Come si può pensare all’Università come un lugo di aggregazione e confronto se nessuno di noi ha un luogo materiale in cui stare? Perché non abbiamo posti in cui rimanere a studiare con i nostri colleghi? Non ci sono, evidentemente, spazi a disposizione degli gli studenti che, il più delle volte, sono costretti a cercare per ore un banco libero, o, addirittura, andare a studiare in un’altra Facoltà o a casa. Può un ateneo con 10.000 studenti permettersi di avere una biblioteca di 50 posti? Può un ateneo aumentare le tasse e diminuire i servizi? Al Politecnico, oltre la carenza di spazi e l’inesistenza dei servizi, il Consiglio di Amministrazione decide anche di aumentare il prezzo per affittare l’aula magna o l’atrio per delle attività, rendendo ancora più difficoltosa la promozione dell’ateneo come un luogo di aggregazione. Sappiamo bene che le cause principali provengono dall’alto, dal Governo, dalla mancanza di fondi, ma una più attenta gestione da parte dei nostri organi interni non sarebbe, di certo, deleteria. La nostra volontà è quella di evidenziare che un luogo con tanti universitari non è necessariamente un luogo in cui si respira aria universitaria, ma dovrebbe esserlo! L’Università è nostra, gli spazi sono nostri. Riappropriamoci di ciò che è nostro.